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VICARIATO APOSTOLICO DELL'ANATOLIA

Apostolicus Vicariatus Anatoliensis


Nascita del Vicariato

Il Vicariato Apostolico dell'Anatolia è stato eretto il 15 dicembre del 1990, con decreto pontifico, trasformando lo stato giuridico della Missione Sui Iuris di Trebisonda, che viene quindi soppressa, e inglobando parte del Vicariato Apostolico di Istanbul. Nel nostro territorio furono presenti anche due Prefetture Apostoliche: quella di Siria e quella di Mardin. Per il nostro Vicariato dovremo parlare più esattamente di Anatolia Orientale in quanto in Anatolia Occidentale sono presenti anche l'Arcidiocesi di Smirne (Izmir) e il Vicariato Apostolico di Istanbul (vedi immagine sotto). Queste circoscrizioni ecclesiastiche riguardano la chiesa di rito latino-romano. La prima cattedrale scelta fu Mersina e nel 1999 fu trasferita a Iskenderun (Alessandretta).


Circoscrizioni ecclesiastiche latine in Turchia dopo il 1990

Storia del cristianesimo nel Vicariato

Possiamo dire che la prima presenza dei cristianesimo nel Vicariato, sia con l'arrivo dei primi seguaci di Gesù nella città di Antiochia (37 d.C.). Fu qui che questi per la prima volta furono chiamati "cristiani". Due grandi figure dei primordi del cristianesimo vi ebbero i natali: San Paolo a Tarso e Luca evangelista ad Antiochia. Da questa data il cristianesimo è rimasto qui ininterrottamente fino ai nostri giorni. Le principali lingue parlate dai cristiani dell'Anatolia orientale erano il greco, l'armeno, il siriaco (potremo dirlo una forma dialettale dell'aramaico parlato da Gesù) ed il latino nell'amministrazione. A causa delle differenze culturalili-linguistiche la Chiesa Armena dal V secolo e la Chiesa Siriana, detta Giacobita, nel VI secolo si resero autonome dal resto della Chiesa ormai diffusa in tutto l'Impero Romano, dove si parlava latino ad occidente e greco ad oriente, ed oltre i confini di questo.
Dal 1054 i cristiani dell'Anatolia, di lingua greca, si renderanno autonomi dall'autorità del Papa, che risiedeva a Roma ed era più conosciuto dal mondo di lingua latina. Per questo motivo questi cristiani dell'Anatolia furono chiamati greco-ortodossi (alcuni sotto l'autorità del Patriarca di Costantinopoli oggi di Istanbul e altri sotto quello di Antiochia). I cattolici, ciò quelli che riconoscevano l'autorità del Papa, tuttavia ritornarono ad essere presenti in Anatolia Orientale per varie esigenze: ora per sostenere quelli che andavano in pellegrinaggio a Gerusalemme, ora a causa delle spedizioni che facevano qui alcuni regni occidentali (vedi la formazione del Principato di Aniotchia o Impero di Comeno a Trebisonda ecc) ed inoltre per motivi professionali e commerciali. Dopo che il Concilio di Firenze (1439), il quale decise la riunificazione fra Cattolici e Ortodossi, non riuscì nel suo intento e dopo che si ebbe il crollo dell'Impero Romano di Oriente (1453), alcuni religiosi vennero anche in Anatolia Orientale allo scopo di riunificare tutti i cristiani e testimoniare la loro fede anche a quelli che non l'avevano.
Nel XVII secolo così parte dei cattolici di qui andarono a formare la Chiesa Cattolica Armena, altri la Chiesa Siro-Cattolica, altri la Greco-Cattolica (detta anche Melchita), altri quella Caldea a seconda delle lingue parlate e delle culture. Tuute riconsocevano il primato del Papa. Diverso il caso dei cristiani detti Maroniti che si sono sempre sentiti legati al Papa ma solo usano una liturgia diversa.
Comunque sia nel periodo Selgiuchide, che nel successivo regno del'Impero Ottomano, ricerche sempre più approfondite, fanno vedere che in Anatolia erano diversi i centri dove la maggioranza della popolazione era cristiana.
I cattolici latini erano presenti nelle colonie pisane, genovesi e veneziane, a Trebisonda sin dai tempi di Giustianiano, iniziarono ad arrivare in Anatolia anche al fine di incrementare gli scambi commerciali e culturali fra questa e l'Europa (l'Ottocento costituisce il boom di questa immigrazione). I loro discendenti sono detti Levantini. Così sacerdoti e religiosi decisero di seguirli per dare loro un'assistenza sia religiosa che scolastica. Le prime missioni latine si hanno dal XVI secolo. La prima circoscrizione ecclesiastica latina fu eretta nel 1818: "Arcidiocesi di Smirne e Vicariato Apostolico dell'Asia Minore". Il XIX secolo fu molto vivace e ricco di attività e opere da parte dei cattolici e degli altri cristiani dell'Anatolia. Attraverso questi il mondo Ottomano e quello Europeo erano più a contatto. Ma qualcosa si ruppe negli equilibri di convivenza.
Alla fine del XIX secolo a causa dell'ideologia nazionalista, che coinvolse tanti popoli, i cristiani di origine armena subirono una decimazione. Ma nel 1914 lo scoppio della Prima Guerra mondiale costrinse molti cattolici, soprattutto quelli francesi, a ritornare al loro paese.
Negli anni fra il 1915 e il 1918 furono gli armeni e i siriani a subire una vera e propria Jihad con deportazioni ecc (posizione dello storico Andrea Riccardi della Comunità di S. Egidio, Premio Nobel per la pace). Dopo questo gli armeni (cattolici e non) in Anatolia Orientale conoscono una brusca diminuzione fino quasi a sparire al giorni di oggi. Parte di questo popolazione avrà comunque salva la vita andando a formare la cosiddetta diaspora armena. In un processo simile è stata pure coinvolta anche la comunità cristiana siriaca. Negli anni 1920-23 sono i cristiani di etnia greca a conoscere un crollo. La guerra di liberazione che porterà alla formazione della nuova Repubblica Turca costerà ai greci la distruzione di gran parte del loro tradizione religiosa-culturale in Anatolia. Nel 1923 lo scambio delle popolazioni fra Grecia e Turchia darà l'avvio ad un processo di diminuzione dei cristiani di etnia greca, processo che non conosce fermate fino al giorni nostri. Nel 1935 una legge colpisce i levantini che facevano piccoli mestieri. Solo i turchi potranno essere artigiani, fabbri ecc. Gran parte dei cattolici stranieri sono costretti ad emigrare, nonostante che diversi di loro da generazioni abitavano nel paese.
Oltre a questo la nuova situazione politica ha portato varie chiese a conoscere la confisca (Tarso, Giresun...), l'espulsione (Zonguldak...) oppure la distruzioni (Merzifon...). Non sono poche le chiese convertite in mosche, bibloteche o in altri edifici. Stessa sorte toccherà anche ad altri edifici cristiani: come scuole, ospedali ecc. Edifici che spesso vengono camuffati nell'aspetto architettonico, nella datazione (Urgup...) ecc. La Seconda Guerra Mondiale invece porterà in Anatolia Orientale alla quasi scomparsa dei levantini con la conseguente chiusura di vari Consolati (Samsun che contavano 13 consolati oggi non ne ha uno). La formazione però di varie basi americane nel territorio turco farà si che comunque le chiese cattoliche continuino a vivere nonostante le difficoltà. Così anche diversi sono i cristiani di rito o di chiese orientali che, rimasti sprovvisti di un'assitestenza spirtuale, si recano alla chiesa cattolica latina (una delle poche chiese rimaste attive in Anatolia). Lo sviluppo delle tecnologie, e forse anche delle situazione politica, ha fatto si che alcune di queste basi americane siano state chiuse. Con la diminuzione dei cristiani di origini straniera diverse persone di famiglie musulmane si sono avvicinate al cristianesimo ed alcune di queste lo hanno abbracciato con il battesimo. Fra di loro alcuni avevano i nonni cristiani ma per salvare la vita avevano nascosto la loro fede originaria. La pressione sociale tuttavia non rende facile il passaggio al cristianesimo e con questa anche gli ultimi uccisioni di cristiani fra i quali il nostro sacerdote italiano, don Andrea Santoro. Dopo tutte queste difficili vicende possiamo capire come il nostro Vicariato pur estendensosi su una superifice di circa 400.000 Kmq per un totale di quasi 30 milioni di abitanti abbia solo un 0,05% cristiano (la percentuale si abbassa ancora se si contano solo i cattolici). Le nostre statistiche negli ultimi anni, precisando i dati dell'annuario pontificio, sono le seguenti:

Anno
Cattolici
(non uff.)
Sacerdoti dioc - relig
Cattolici x sacer.
Diaconi perm.
Religiosi / e
Parroc-chie
1999
3.000
1
6
429
1
8
10
6
2000
4.500
5
6
409
1
8
10
6
2001
4.500
4
6
450
1
8
10
6
2002
4.500
7
6
346
1
8
12
6
2003
4.550
3
6
506
1
7
12
6
2004
4.550
4
6
455
1
7
11
6
2005
4.550
2
5
650
0
7
9
6
2006
4.550
2
5
650
0
6
9
6
2007
4.550
1
5
758
0
6
9
6

Le nostre parrocchie si prendono cura anche di cattolici di altri riti che non hanno più una chiesa propria (caldei, armeni, maroniti, siro-cattolici e melchiti) e talvolta anche di ortodossi, di cristiani delle antiche chiese orientali e di protestanti.

I nostri Vescovi

1993-2004 Ruggero Franceschini O.F.M. Cap.
2004- Luigi Padovese O.F.M. Cap.

Ruggero Franceschini: nato il 1 settembre del 1939 a Saltino di Prignano sul Secchia (MO). Entra adolescente nel seminario di Scandiano (RE) e, a 16 anni, veste l'abito cappuccino (Fidenza 27 settembre 1955). La Prima professione il 4 ottobre 1956 e la Professione Solenne il 25 settembre 1960. Ordinato sacerdote l'11 agosto 1963 nell'Ordine dei Frati Cappuccini nella provincia religiosa di Parma. Prosegue gli studi e si laurea presso l'Università Gregoriana di Roma e quindi presso la Cattolica di Milano. Si dedica all'insegnamento. In quella provincia per diversi anni ne è stato superiore (1979-1985 e 1990-1993). Custode lella Missione in Turchia dal 196 al 1990. Il 2 luglio del 1993 è stato nominato Vicario Apostolico dell'Anatolia e Vescovo Titolare di Sicilibba. Ordinato vescovo il 3 ottobre dello stesso anno. L'11 ottobre 2004 viene nominato Arcivescovo di Smirne

Luigi Padovese: nato a Milano il 31 marzo del 1947. Il 4 ottobre del 1965 fa la prima professione nei frati cappuccini ed esattamente 3 anni dopo quella solenne. Il 16 giugno del 1973 viene ordinato sacerdote. Professore titolare della cattedra di Patristica alla Pontificia Università dell'Antonianum. Fino ad essere ordinato vescovo è stato per 16 anni direttore dell'Istituto di Spiritualità nella medesima università. Professore invitato alla Pontificia Università Gregoriana e alla Pontificia Accademia Alfonsiana. Per 10 anni è stato visitatore del Collegio Orientale di Roma per la Congregazione delle Chiese Orientali. Consulente della Congregazione per le Cause dei Santi. L'11 ottobre 2004 viene nominato Vicario Apostolico dell'Anatolia e vescovo titolare di Monteverde. Viene consacrato a Iskenderun il 7 novembre dello stesso anno.

Prefettura Apostolica di Siria

Le chiese del sud del Vicariato erano all'inizio sotto l'Amministrazione Apostolica di Siria. Fu il P. Giuseppe Leclerc du Tremblay (cappuccino francese consigliere del Cardinal Richelieu... dalla colore della sua veste viene il detto "eminenza grigia") ad adoperarsi assiduamente perché fosse costituita la Missione dei Cappuccini in Siria e perché essa fosse affidata ai Cappuccini Francesi. Fu così che già dal 1625 i primi missionari furono inviati dalla provincia della Bretagna e di Tours, due Provincie religiose nate dalla Provincia di Parigi, troppo numerosa e troppo estesa. Nel 1627 frati cooperarono anche per la missione di Mesopotamia e Persia. Nello stesso anno viene aperta una missione anche nella città di Damasco. Per mezzo loro alcuni Vescovi delle chiese orientali si riunirono con la Chiesa Cattolica. Nel 1629 fu aperta una residenza a Tripoli, nel 1695 una a Gazir, nel 1715 Salimae. Più tardi, nel 1728, la Missione dei Cappuccini in Siria fu affidata alla sola Provincia della Bretagna, che la costitui in Custodia. La residenza principale e il centro di tutta la missione fu fissato a Saida (Sidone).
Per malesseri e disordini sociali collegati  con il nuovo spirito nato dalla Rivoluzione Francese, la Missione passò gradatamente ai Cappuccini Italiani nel 1789. I missionari si distinsero per la costituzione di collegi maschili e femminili, per traduzione e stampa in lingua araba di opere bibliche, agiografiche, scientifiche e letterarie (cfr. Sirya, in Lexicon Capuccinum, pp. 1662-1663).
Più tardi, per il fiorire di tutte queste iniziative, per l’allargarsi delle zone di apostolato, per una necessaria unità di coordinamento delle diverse iniziative, la Sacra Congregazione di Propaganda Fide eresse la Missione di Siria (Custodia dei Cappuccini italiani) in Prefettura Apostolica nel 1817. Nel 1830, dopo la cacciata dei Missionari dalla Mesopotamia, fu aggregata alla Custodia anche la casa di Aleppo (fondata nel 1625 e da qui furono fondate anche tre case a Cipro). Poco dopo nel territorio della Prefettura vennero anche i Carmelitani Scalzi, prima ad Aleppo e poi ad Alessandretta (Iskenderun).

 
1789
CUSTODIA DI SIRIA DEI CAPPUCCINI ITALIANI

1793-1808

P. Giustiano da Freignes

Superiore

1808-1829

P. Angelico da Loreto

Superiore, Dal 1817 Prefetto

1830
UNIONE DI ALEPPO CON LA PREFETTURA DI SIRIA

1829-1834

P. Francesco da Ploaghe

Prefetto

P. Francesco da Genova Viceprefetto ad Aleppo (1830)
1834-1841
p. Modesto da Onano Prefetto
P. Giuseppe da Genova Viceprefetto ad Aleppo
1841
TRASFERIMENTO DELLA SEDE CENTRALE AD ALEPPO
1841-1844
P. Giuseppe da Genova Prefetto
1844-1853
P. Francesco da Bloaghe Prefetto
1853-1856
P. Damiano da Viareggio Prefetto
1856-1871
P. Zaccaria da Catignano Prefetto
1872-1878
P. Carlo da Manopello Prefetto
.1883-1896
P. Emanuele della Croce Prefetto (frate carmelitano)
1896-1903
P. Marcellino da Vallarsa Superiore
1903-...
P. Geronimo da Lugduno Superiore

Nel 1881 i frati italiani, a causa delle difficoltà causate da varie soppressioni, richiamano quelli francesi. Nel 1896 avvenne l'abolizione delle Prefetture Apostoliche, come dopo vedremo in dettaglio, e la Missione si ritrasforma in Custodia. Il 7 marzo 1902, venendo a mancare i Missionari italiani, la Custodia di Siria fu affidata, dalla Sacra Congregazione di Propaganda Fide, ai Cappuccini della Provincia di Lione. La Custodia in questo tempo comprendeva le seguenti residenze: Beirut (1626), Abey (1648), Antiochia (1846), Mersina (1854), Alessandretta (1855), Koderbek (1889), Tarso e Bagdad (1892) e tre case nell'isola di Cipro. Poco dopo arrivarono i gesuiti ad Adana.
Propaganda Fide
con un decreto del 4 novembre 1908 affida le case dei Carmelitani Scalzi, della Missione di Siria, alla custodia della Provincia Romana (governata da un Vicario Provinciale) mentre prima dipendevano direttamente dal P. Generale. Comunque anche altre province italiane dell'ordine collaborarono con quella romana seppur sporadicamente. Questi non avevano case solo in Siria (Alessandretta, Beylan e Makri) ma anche il Libano (Tripolki, Biscerri e Kobayath).
Fu solo quando nel 1938 l'Hatay passò dalla Siria alla Turchia che Mons. Roncalli ottenne, con Bolla Pontificia del 9 dicembre 1939, che le chiese delle regioni della Cilicia (Mersina, Tarso e Adana) e dell'Hatay (Antiochia, Iskenderun e Beylan) passassero sotto la giurisdizione del Vicariato Apostolico di Costantinopoli (in questo tempo i cattolici latini del Vicariato erano amministrati dal Delegato Apostolico Vaticano che allora risiedeva ad Istanbul ma che poi nel 1963 inizierà a risiedere ad Ankara).
Il 1° gennaio del 1963 i cappuccini libanesi lasciano Mersina (Mersin) ed Antiochia alla provincia di Parma già presente sul Mar Nero, a Istanbul e Smirne (così da costituirne una custodia unica). Nel 1968 ancora loro subentrano ai gesuiti di Adana e nel 1984 ai carmelitani di Iskenderun.
Nel 1975 con la creazione del Vicariato Latino di Costantinopoli la cura dei cattolici latini dell'Anatolia del Sud venne affidato a questo. La Nunziatura di Ankara non si occuperà più delle questione apostoliche ma solo diplomatiche. Con la creazione del Vicariato dell'Anatolia il Vicariato di Costantinopoli fu chiamato di Istanbul.

Prefettura Apostolica di Mardin

Seguendo le carovaniere i cappuccini di Siria aprono, nel XVII secolo in Mesopotamia, le residenze di Diyarbakir (Amida) nel 1667 e di Mardin (Marida) nel 1684. Queste sedi furono custodite da cappuccini francesi ma nel 1737 a Mardin subentrarono i Carmelitani Scalzi. Nel 1808 arriva a Diyarbakir P. Giuseppe da Poirino perché i cappuccini francesi subivano le difficili conseguenze della Rivoluzione Francese. Questo fu espulso 10 anni dopo e così anche i suoi successori tanto che nel 1830 la stazione di Diyarbakir rimase vuota. Anche da Mardin i frati furono scacciati. Nel 1839 riuscirono a tornare a Urfa.
Ma il 30 agosto del 1842 Propaganda Fide, trovando aiuto nei cappuccini spagnoli, erige la Prefettura Apostolica di Mardin staccandola da quella di Siria, nominando prefetto P. Giuseppe da Burgos. Così nel 1842 i frati possono ritornare a Mardin e nel 1843 a Diyarbakir. L'11 settembre del 1845 muore a Tokat (già Commano nel Ponto) P. Giuseppe da Burgos. La carica di Prefetto passa al presidente dell'ospizio di Mardin, P. Nicola da Barcellona (23 novembre 1845). Nel 1846 anche 3 frati cappuccini italiani vengono in sostegno a quelli spagnoli. Così si possono aprire anche le missioni, di Birecik nel 1862, Malatya (già Metilene) e Harput nel 1863, Mezéré (Mamouret-ul-Aziz) nel 1868 e a questa seguirono Mezere (Elaziğ), Siverek e di altre città fuori dai confini del nostro attuale Vicariato. Questa missione nel 1893 è affidata ai cappuccini della provincia di Lione. Durante la guerra del 1914-1918 le residenze della missione sono occupate dai turchi ed i cappucicni francesi devono rimpatriare per potervi tornare a guerra finita: in tempo per assistere e poi rimediare alle nuove rovine della guerro greco-turca del 1920-22.

   
1842 EREZIONE DELLA PREFETTURA AP DI MESOPOTAMIA (30 ago)

1842-1845

P. Giuseppe da Burgos

Prefetto

1845-1873

P. Nicola da Barcellona

Prefetto

1873-1879

P. Donato da Guardiagrele

Prefetto

1879-1909 P. Giannatonio Zucchetti da Milano Prefetto (fino al 1896) poi sup.

In aiuto dei frati, così anche in Siria e sul Mar Nero, c'erano sempre diverse congregazioni di religiose con le quali collaboravano per la formazione di scuole, dispensari per i poveri, ospedali, orfanotrofi ecc. La serietà con la quale sono i tenuti i corsi fa si che il diploma rilasciato da queste scuole abbia un riconoscimento civile.


Circoscrizioni ecclesiastiche latine dal 1896 al 1931

Prefettura Apostolica e Missione "Sui Iuris" del Mar Nero

Dobbiamo dire che la città di Trebisonda sul Mar Nero conobbe la presenza dei cattolici latini prima di tante altre città dell'Anatolia: sino dal tempo di Giustianino. Inoltre fra il 1306 e il 1314 i genovesi la conquistarono e imposero di accettare in città un vescovado latino e la presenza di due conventi: francescano e domenicano e la costruzione di diverse altre chiese. Con la caduta dell'impero però questi edifici vengono converti in mosche altri distrutti. Fu solo dopo la cacciata dei Cappuccini dalla Georgia che i religiosi cattolici poterono ritornare a Trebisonda (Trabzon). La loro missione fu elevata a Prefettura Apostolica il 13 marzo 1845 (chiamata Prefettura Apostolica di Trebisonda). A Trebisonda furono presto aggregate altre case: Samsun, Sinope, Ineboli, Erzurum e Giresun.


Circoscrizioni ecclesiastiche latine dal 1845 al 1896

La Prefettura era lunga un migliaio di chilometri e profonda fra i 150 e 200 km. Gli stessi missionari cappuccini fra il 1857 e il 1860 fondarono casa anche oltre il territorio della Prefettura: in Bulgaria (Varna e Burgas) e in Romania (Costanza).
Dipendente dapprima dalla Sacra Congregazione Propaganda Fide, passò poi sotto la Sacra Congregazione per gli Affari di rito orientale e, in seguito, sotto la Sacra Congregazione per la Chiesa Orientale. Frattanto da Prefettura era divenuta semplice Missione (non sui iuris), in virtù del decreto Excelsum (12 sett. 1896), che aboliva le «Prefetture delle Missioni Apostoliche presso le chiese orientali entro i confini di altra Missione o Diocesi e non aventi perciò un proprio territorio» (quindi la missione si trovò a far parte del Vicariato Apostolico di Costantinopli).
Soppresso nel 1913 il Commissariato d’Oriente, la Missione Trapezuntina fu affidata alla Provincia di Palermo e nel 1927 a quella di Parma (3 maggio). Da questo momento la missione deı Cappuccını di Trebisonda comprenderà anche le stazioni di Yeşilköy (Istanbul), Buca e Bayraklı (Missione dı Smirne).
Visto che il numero dei cattolici di rito orientale era diventato molto esiguo, i Cappuccini rimasero quasi solo ad occuparsi di quelli latini.
Per questo il 20 giugno del 1931 la Missione fu staccata dal Vicariato Apostolico di Costantinopoli ed eretta in Missione "Sui Iuris” detta Trapezuntina, dipendente direttamente dalla Congregazione di Propaganda Fide e dal 1938 passata sotto la giurisdizione della Congregazione per le Chiese Orientali.


Circoscrizioni ecclesiastiche latine dal 1931 al 1939

Fin dall'inizio il superiore ecclesiastico risiedette a Samsun. Sotto questa missione venne inglobata anche la stazione missionaria di Zonguldak retta dai padri Assunzionisti e dove vi erano numerosi cristiani. Vediamo il succedersi dei superiori di questa storica missione:

   

1845

PREFETTURA APOSTOLICA (DAL 13 MARZO)

1845-1852

P. Damiano d Viareggio

Prefetto

1852-1881

P. Filippo Maria da Bologna

Prefetto

1881-1911

P. Eugenio da Modica

Prefetto, Dal 1896 Superiore M.

1911-1922

P. Lorenzo da Montemarciano *

Superiore della Missione

1923-1931

P. Michele da Capodistria

Superiore della Missione

1931

MISSIONE "SUI JURIS" con breve Pontificio (DAL 20 GIUGNO)

1931-1933

P. Michele da Capodistria

Superiore ecclesiastico

1933-1955

P. Giovanni Giannetti da Fivizzano

Superiore ecclesiastico (9 mar.)

1955-1961

P. Prospero Germini da Ospitaletto

Superiore ecclesiastico

1961-1966

p. Michele Salardi da Novellara **

Superiore ecclesiastico

1966-1983

P. Giuseppe (Germano) Bernardini

Superiore ecclesiastico (19 dic)

1983-1993

S.E.R. Mons. Giuseppe Bernardini

Arcivescovo di Izmir (22 gen.)

1990

VICARIATO APOSTOLICO DELL'ANATOLIA (DAL 15 DICEMBRE)


* Dal 1920 al 1923 (7 marzo) essendo anche amministratore apostolico a Smirne, fu rappresentato dal P. Cirillo Zohrabian da Erzurum o più probabilmente già dal p. Michele da Capodistria.
** P. Michele rimasto a Buca (Smirne) fu rappresentato sul Mar Nero (superiore delegato), risiedendo a Trebisonda, da P. Germano da Verica (1961-1962) e da P. Tarcisio da Verica (18 ottobre 1963-1967).

Nel 1985 i cappuccini emiliani rinunciano alla Missione Sui Iuris di Trebisonda che passa sotto l'amministrazione dell'Arcivescovo di Smirne.


Circoscrizioni ecclesiastiche latine dal 1939 al 1990

I religiosi nel Vicariato Apostolico

Le congregazioni religiose maschili nel Vicariato sono:

  • I Frati Minori Cappuccini: Diyarbakir (1667), Mardin (1684), Urfa (1839), Tarso (1844-1943), Trebisonda (1845-1983), Samsun (1846-1984), Ineboli e Antiochia (1846), Sinope (1848), Erzurum (1852), Mersina (1855), Amasya (1860-1908), Giresun (1887), Ordu (1895), Kastamonu. Oggi sono rimasti solo a Mersina ed Antakya (da oltre una decina che erano oggi sono rimasti in 4).
  • I Frati Maristi: presenti a Samsun dal 1895 e a Mersin dal 1905 con 3 fretelli. Con la prima guerra mondiale furono costretti a sloggiare (1914).
  • Gli Assunzionisti: presenti a Zonguldak dal 1896 fino al 1957 (questa città non fa più parte del Vicariato ma era parte della Missione "Sui Juris" di Trebisonda). Espulsi nel periodo della prima guerra mondiale (1914-18) questa loro missione fu tenuta dai padri cappuccini. Sono stati presenti anche a Kayseri (1903-1908) e Nevşehir (1908-1914)..
  • I Fratelli delle Scuole Cristiane: Trebisonda (1875-1914), Erzurum (1875-1903) e Alessandretta.
  • Monaci Mechitaristi: Trebisonda (1878-1915).
  • I Salesiani: sono stati presenti con un sacerdote per alcuni anni ad Adana (1997-2001) ed a Iskenderun (2000-2003).
  • I Gesuiti: sono stati ad Adana fino al 1968. A Kayseri ebbero un collegio. A Merzifon avevano una chiesa ma fu incendiata nel 1921. Dovettero lasciare anche Amasya (dove erano subentrati ai cappuccini nel 1908), Tokat, Sivas (Sebaste) ed Erzıncan.
  • I Carmelitani Scalzi: subetrano ai cappuccini a Mardin (1737), Iskenderun (1858-1984), Beylan (1866).
  • Domenicani: Van, Siirt, Muş, Hakkari.
  • I Piccoli Fratelli di Gesù: 1 fratello a Elazig e 1 fratello ad Antiochia dal 1967 circa.
  • I Frati Minori Conventuali: a Iskenderun dal 2004 (presenti 2 sacedorti e per un breve periodo vi è stato anche un fratello laico).

Per quanto riguarda le religiose:

  • Suore Francescane di Lons-le-Saunier: Mardin (1882), Diyarbakir (1882), Urfa (1884).
  • Suore di San Giuseppe dell'Apparizione: Trebisonda (1848), Erzurum (1858), Samsun (fino al 1914), Giresun (1902), Iskenderun, Mersin (dal 1887 al 1914), Sinop, Antiochia (fino al 1938).
  • Suore di San Giuseppe di Lione: Adana.
  • Suore Terziarie di San Francesco: Trebisonda (1869) ed Erzurum.
  • Suore Domenıcane: a Van.
  • Suore Oblate dell'Assunzione: a Zonguldak dal 1897-1914.
  • Suore Francescane di Maria: a Zonguldak dal 1919 al 1924.
  • Figlie della Chiesa: a Tarso dal 21 settembre 1994 (3 sorelle).
  • Piccole Figlie dei sacri Cuori di Parma: ad Adana dal giugno 1996, ad eccezione dell'anno 2005 (1 sorella o per alcuni periodi 2).
  • Suore Carmelitane: a Iskenderun fino al 1999 (2 sorelle).
  • Suore di Carità delle Sante B. Capitanio e V. Gerosa (Suore di Maria Bambina): a Iskenderun dal 24 settembre 1994 (3 sorelle).

Dal 2002 poi c'è una sorella dell'Ordine delle Vergini della diocesi di Milano (ad Antiochia) che è andata a sostituirne un altra che fu lì dal 1992 al 2004. La segretaria dell'attuale vescovo è una suora delle Missionarie Francescane dell'Immacolata Concezione di Maria mentre la segretaria di Franceschini è dell'Ordine delle Vergini prima del Vicariato dell'Anatolia, ora dell'Arcidiocesi di Smirne. Insieme a loro ci sono anche 2-3 famiglie missionarie. Con Franceschini c'è stato un diacono permanete italiano che lo ha poi seguito nel trasferimento all'Arcivescovado di Smirne.

Gli sviluppi del Vicariato

La formazione del Vicariato Apostolico dell'Anatolia era stata decisa fina dal 1990 ma il primo suo vescovo fu consacrato solo nel 1993. L'amministrazione "pro tempore" venne affidata a mons. Bernardini, allora arcivescovo di Izmir. Egli il 30 giugno 1991 consacra solennemente la chiesa di Mersina proclamandola cattedrale (una lapide all 'entrata della chiesa ricorda l'evento) e nomina p. Gregorio Simonelli suo Vicario generale. Il 1 novembre 1999 mons. Francescini trasferisce la sede a Iskenderun lasciata a lui dai cappuccini. Mersina viene detta concattedrale.
Alla fine degli anni novanta fu acquistata una casa in Cappadocia nel villaggio di Avanos per la preghiera ed il riposo dei sacerdote ma recentemente siamo stati obbligati ad abbandonarla. Comunque dal 1996 fino ad oggi dei fratelli continuano la loro preghiera nascota in Cappadocia, zona ricca di testimonianze cristiane, nella città di Uçhisar. Dal 2000 al 2003 don Andrea Santoro fu presente nella città di Edessa (Urfa) e per un po' di tempo un sacerdote ed una sorella sono stati di nuovo presenti nella chiesa di Mardin.



L'emblema
dell'attuale Vescovo


SOMMARIO


Nascita del Vicariato

Storia del cristianesimo nel Vicariato

I nostri Vescovi

Le Antiche Prefetture Apostolic. del Vicariato
Prefettura di Siria Prefettura di Mardin
Prefettura del Mar Nero

I nostri religiosi

Gli sviluppi del Vicariato



La chiesa di Giresun
oggi biblioteca


LE CHIESE CATTOLICHE LATINE NEL VICARIATO
IERI E OGGI

Adana
Antakya
Biylan
Erzurum
Güzelyayla
Iskenderun
Kayseri
Malatya
Mersin
Merzifon
Nevşehir
Ordu
Samsun
Sinop
Sivas
Tokat
Trebisonda
Tarsus
Urfa
Zonguldak


Don Andrea Santoro


I PROTAGONISTI

Andrea Santoro
Angelico da Smirne
Basilio da Barco
Basilio da Novara
Benigno Caselli
Damiano da Viareggio
Francec.da Scandiano
Gregorio Simonelli
Pio da Sarno
Giuseppe Du Tremblay
Giovanni da Fivizzano
Giuseppe Bernardini
Lorenzo da Montemar.
Luigi Padovese
Michele da Capodist.
Roberto Ferrari
Ruggero Franceschini
ecc.



P. Basilio Bertolini da Barco, cappuccino costruttore della chiesa
di Mersin e per 22 anni suo parroco, prima di essere stato per 18 anni nella missione del Mar Nero


P. Roberto Ferrari
frate cappuccino
in Turchia da più di
50 anni


ORDINI RELIGIOSI
NEL VICARIATO
IERI E OGGI>

Assunzionisti
Cappuccini
Carmelitani
Domenicani
Fr. delle Scuole Crist.
Gesuiti
Maristi
Mechitaristi
ecc.

Carmelitane
Figlie della Chiesa
Sr.di San Giuseppe
ecc.


Il nostro Vesocov
con il Papa


Ruggero Franceschini
primo Vicario Apostolico
dell'Anatolia (1993-2004)

Luigi Padovese
attuale Vicario Ap.






















































































































































































Giuseppe Bernardini
primo vescovo latino
cattolico a ritornare
in questo territorio


P. Lorenzo
da Montemarciano
IV superiroe
della Missione

 


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31201 Iskenderun, Turkey

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